mercoledì 20 agosto 2008

24 Maggio 2008, ore 5:30

Ho scritto questa poesia alcuni mesi fa, con una matita da disegno, alle prime luci dell'alba. Mi piace la sensazione tattile della grafite che scorre sulla carta. Era un momento particolare, quasi magico, pensavo a una persona; questa è la stesura originale di quella mattina: non l'ho mai fatta leggere a nessuno, adesso dopo 3 mesi ho deciso di pubblicarla. Vorrei chiarire che io non parlo di un disagio esistenziale, come nella bellissima poesia che cito, quanto piuttosto delle sensazioni di un momento...

24 Maggio 2008, ore 5:30

Sono solo, nessuno intorno a me:
nessuno sulle strade,
nessuno nella mia stanza,
le finestre di fronte sono chiuse.

Che sia questa la vera immagine del mondo?
La luce è già alta, si spengono i lampioni,
ma nessuno esce ancora.
Cosa stanno aspettando ?

Il rumore di un auto per strada
e poi ancora il silenzio.
Forse era solo un sogno,
solo un angelo che non è di questo mondo.

Aumenta la luce, è quasi giorno,
si apre qualche timida finestra,
passano altri angeli, ma il mondo non è ancora vero.
Non è ancora pronto per l'inganno consueto.

Cosa stanno aspettando? Hanno forse paura?
Forse sono io che ho paura:
paura che nessuno si svegli,
paura che le strade rimangano vuote,
che il mio cuore rimanga vuoto.
Perchè nessuna alba può riempirlo,
soltanto un altro cuore che è lontano da me
e che non sorge tutti i giorni come il sole.

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